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COSI TANTA BELLEZZA
Teatro Foce - Giovedì 22 Dicembre - Ore 20.30


di e con Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
produzione La Danza Immobile/Teatro Binario 7


Una pièce che fa riflettere sulle nostre esistenze, su quello che possediamo e su come impieghiamo il nostro tempo. Un'esortazione a non lasciarci sfuggire le occasioni di bel- lezza che quotidianamente accadono, un'esortazione a vivere il "qui e ora", liberandosi dalle strutture. Un monologo leggero e al tempo stesso potente, in cui il pubblico si ri- conosce e si immedesima perché riguarda da vicino. La bellezza di dire ciò che potrebbe essere meglio per sé e per gli altri, la bellezza di essere se stessi, senza fingersi altri.
Uno spettacolo che vuole raccontare la bellezza che non si vede. Non la bellezza delle copertine, dei tacchi o dei trucchi alla moda, non la bellezza di chi vuole essere magro a tutti i costi o di chi vuole sedurre con un taglio di capelli mai visto, non la bellezza di chi indossa quei maglioncini da cui spuntano camicie e sorrisi, non la bellezza di chi sa parlare bene e di chi vuole piacere a tutti i costi, non la bellezza che compiace, non la bellezza che brilla di diamanti, di feste e di brindisi vivaci, non queste forme di bellezza così evidenti, così appariscenti, così deludenti.
Raccontare invece la bellezza accecante e devastatrice che anima la vita. La bellezza che non t’aspettavi. Contraltare all’ovvio e al già visto. Che ispira e confonde gli uomini. Che sposta il tuo punto di vista dagli occhi al fegato. La bellezza che è meglio non incon- trare. Perché folgora senza mai averla invocata. La bellezza come atto di resistenza poetica.

NOTE DI REGIA

Questo si chiama vivere e altro si chiama morire. Questo si chiama essere a metà, im- perfetti e talvolta goffi, e quello si chiama fate silenzio, ho paura, non credo di farcela. Qualcosa si chiama solitudine e si lascia amare. Altro si chiama ancora solitudine ma ti uccide lentamente. Questo si chiama non uscirò da questa stanza perché non sopporto più niente, la faccia della gente, le strade, la televisione. E questo si chiama non uscirò da qui perché non c’è più uscita. Qualcosa si chiama eccomi qui, respiro ed è già molto. Altro si chiama follia. Questo si chiama inferno, puro e semplice, e devi fare di tutto per resistere. Questo si chiama sforzarsi di andare avanti, e questo si chiama desiderio di cancellare tutto, cancellare ogni cosa e ricominciare. Queste si chiamano parole che parlano, quelle si chiamano parole che non dicono.

Corrado Accordino